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giovedì 19 febbraio 2015

Aprilia 18 febbraio 2015 Un fiore peri Caduti 1944

Mm
Con una semplice cerimonia e la deposizione di una cona

Gonadi alloro e' stato ricordato il sacrificio dei soldati Caduti e rimasti senza sepoltura durante i combattimenti sulla testa di ponte di Anzio
 La Associazione "Un ricordo perla pace" ha deposto un fiore sulla stele  dedicata ai Caduti eretta nel cortile dell'Istituto Carlo e Nello Rosselli.


domenica 15 febbraio 2015

Il ricordo di Luigi Poli nella data anniversaria della sua scomparsa

Studentesse impegnate in una delle tante "Giornate della Memoria" promosse dal progetto "Storia in Laboratorio"


SONO ORMAI DUE ANNI CHE LUIGI POLI CI HA LASCIATO.
ERA NELL'ORDINE NATURALE DELLE COSE, DATA LA SUA ETA'.
NOI OGGI LO VOGLIAMO RICORDARE ANCHE COME COLUI CHE HA PERMESSO LO SVOLGERSI DI TANTE INIZIATIVE, SOPRATUTTO VERSO I GIOVANI
IL PROGETTO STORIA IN LABORATORIO  HA PERMESSO DI AVVICINARE MIGLIAIA DI GIOVANI, CHE ANCORA OGGI LO RICORDANO CON AFFETTO

LA SUA OPERA CONTINUA, SU ALTRI VERSANTI, DEPURATA DA TANTE SITUAZIONI E TURBOLENZE CHE NE HANNO FRENATO, IN MOLTE SITUAZIONI, LA REALIZZAZIONE DI OBIETTIVI PIU' AMBIZIOSI, CHE, IN QUESTI MESI, SI STANNO REALIZZANDO.

UNA MESSA IN SUFFRAGIO E' STATA DEDICATA ALLA SUA MEMORIA

IL GRUPPO 
"STUDENTI E CULTORI DELLA MATERIA"


sabato 7 febbraio 2015

Mostra sugli I.M.I. Associazione Nazionale Reduci dalla Prigionia


Un aspetto della mostra

Inaugurata lunedì 5 febbraio 1945 la mostra
Vite di I.M.I.
Percorsi di vite dal fronte di guerra dei lager tedeschi
1943 - 1945


Una mostra storico didattica dedicata agli studenti e a chi vuole sapere

E' stata una emozione visitarla. Dal 1995 che collaboro con la A.N.R.P. e questa mostra e' un sogno che si realizza,anche in prospettiva futura per la creazione di un sito museale.
Un sincero complimento di cuore ed ogni felicitazioni ad Enzo Orlanducci e a tutti i suoi collaboratori  per questo grande traguardo conseguito

Dati su www.internamento e reticolati.blogspot.com
Ogni informazione su www.anrpita.it

Massimo Coltrinari
(risorgimento23@libero.it)


martedì 27 gennaio 2015

Giornata della Memoria 27 Gennaio 2015

Gruppo Studenti e Cultori della Materia
Progetto 
Storia in Laboratorio

Un resoconto iconografico della Giornata della Memoria per come è stata vissuta alla Scuola Colomba Antonietti è su
www.internametnoereticolati.blogspot.com

Una veduta dell' Aula Magna

Un ricordo è stato messo come post in data 27 gennaio 2017
per Lidia e Attilio Pigliapoco
 Giusti tra le Nazioni
 di Polverigi (Ancona)
in
 www. ancona.lastoria.blogspot.com


altri dati ed informazioni come post in data
 27 Gennaio 2015
 sono su
www.coltrinarimassimo.blogspot.com 
Il Prof. Renato Moro, nipote dello Statista ucciso dalle Brigate Rosse,
 docente di Storia Contemporanea alla Università di Roma Tre con le Prof. sse
Maria Teresa Laudenzi e Daniela Bravi
 In primo piano il sempre presenze ed amico Pavoncello

lunedì 19 gennaio 2015

Convegno "Riflessioni sullo Sbarco di Anzio" 24 Gennaio 2015.


Traccia della sintesi dell'intervento del Gen. Luigi Marsiblio


SBARCO DI ANZIO

I PRESUPPOSTI
Negli ultimi mesi del 1943 la campagna alleata in Italia aveva subito varie battute di arresto per i seguenti motivi:
        l’asperità del terreno;
        le condizioni atmosferiche particolarmente avverse;
        la pronta e ben articolata reazione delle truppe tedesche agli attacchi alleati.
Le varie difficoltà incontrate dallo sbarco di Salerno (9 set. 1943) in poi, insieme alla tenace resistenza organizzata dai tedeschi su un complesso di “Linee fortificate” poste in ordine successivo (Bernhard – Barbara – Gustav – Hitler – Caesar), avevano ritardato l’avanzata alleata verso Roma e verso gli altri obiettivi dell’Italia Centrale.
Ma l’ostacolo più duro per la Quinta Armata Americana del Gen. CLARK (che operava sul Settore tirrenico) e per l’Ottava Armata Britannica del Gen. Montgomery prima e del Gen. Leese poi (che operava sul Settore adriatico), era rappresentato dalla linea GUSTAV; il fautore di questa fortificazione era stato il Maresciallo Kesserling ed era un minutissimo apprestamento difensivo su rilievi montuosi e lungo corsi d’acqua che si sviluppava a sud di Roma. Lungo tutta la direttrice erano disseminati “bunkers” e campi minati. Come è visibile nella cartina (slide 1), la Gustav partiva dalla foce tirrenica del Garigliano, sbarrava la valle del fiume Liri con il caposaldo di Cassino, e raggiungeva la foce del Sangro sull’adriatico. I tedeschi erano saldamente attestati su quelle solide posizioni difensive e non davano segni di cedimento.
Per uscire dal punto morto in cui stagnava la campagna alleata in Italia, il Primo Ministro inglese, Sir Winston Churchill, ritenne giunto il momento di realizzare un suo personale disegno: effettuare un poderoso e rapido sbarco anfibio a sud di Roma, per aggirare la inespugnabile linea Gustav e minacciare così alle spalle le truppe della X Armata tedesca del Gen. Von Wietinghoff che la presidiavano egregiamente.
L’operazione presupponeva la rapida conquista dei Colli Albani, il sollecito ricongiungimento delle truppe sbarcate con quelle provenienti da Cassino e la vittoriosa avanzata su Roma. I fatti però, non si svolsero come erano stati ottimisticamente previsti.

MODALITÀ OPERATIVE DELLO SBARCO.
Lo sbarco (slide 2) avvenne su un fronte lungo 32 chilometri, tra Tor San Lorenzo a nord e Torre Astura a sud. Sul luogo effettivo la storia ha giocato uno scherzo sia ad Anzio che a Nettuno. Infatti i dispacci degli anglo-americani riportano che avvenne sulla Riviera Zanardelli, che collega Anzio a Nettuno. In più all’epoca il Duce li aveva unificati nella città di Nettunia, come dimostrano le corrispondenze giornalistiche che riportano tutte del “fronte di Nettunia”. L’esecuzione dell’operazione anfibia denominata in codice “SHINGLE” rispecchiava i dettami della, per quell’epoca, nuova dottrina americana per le operazioni anfibie. L’applicazione di tale dottrina era condizionata dall’appoggio aereo e le zone di sbarco furono scelte certamente perché il terreno retrostante era considerato, almeno sulla carta, idoneo al successivo evolversi dello sbarco, ma anche perché offriva la possibilità di fornire il supporto dell’aviazione tattica e strategica. Inoltre, l’esperienza acquisita con gli sbarchi in Nord Africa ed in Sicilia portò a scegliere aree in cui fosse possibile installare subito una pista aerea per il supporto continuo e ravvicinato alle truppe, ed è questo il motivo per cui fu realizzata la striscia di volo di Nettuno. Tornando alla dottrina americana, questa prevedeva per le operazioni anfibie due parti distinte: la prima chiamata “Amphibious Force”, consisteva in un convoglio composto da unità prettamente navali e da mezzi da sbarco con truppe e mezzi a bordo, ed era diretta da un Comandante della marina; la seconda, “Landing Force”, era composta dalle forze terrestri sbarcate, che passava sotto un Comandante terrestre, solo dopo lo sbarco. Nel caso specifico, la “Amphibious Force” fu diretta dall’Ammiraglio Lowry mentre la “Landing force” dal Generale Lucas, comandante del Sesto Corpo d’Armata americano.
Le truppe, imbarcate a Napoli il 21gennaio 1944 su 243 navi, giunsero al largo di Anzio verso la mezzanotte. Alle ore 2 del 22 gennaio, i primi mezzi da sbarco erano già in acqua per dirigersi verso gli obiettivi assegnati. Per lo sbarco furono utilizzate due spiagge:
        la PETER BEACH (circa 12 Km. a nord di Anzio tra Tor Caldara e Lavinio) dove sbarcarono gli inglesi;
        la X RAY BEACH dove sbarcarono gli americani.
La  PETER BEACH fu a sua volta suddivisa in tre fasce: Red, Yellow e Green
La X RAY BEACH anch’essa suddivisa in tre fasce: Yellow (nel porto di Anzio), Red e Green.
L’operazione avvenne senza alcuna significativa resistenza da parte tedesca, realizzando in pieno l’effetto sorpresa. A tal proposito, scriveva Lucas: “abbiamo ottenuto una delle più complete sorprese della storia, non credevo ai miei occhi quando mi trovavo sul ponte e non ho visto alcuna mitragliatrice ed altro fuoco sulla spiaggia. L’unica resistenza nemica era costituita da due batterie che hanno sparato all’impazzata per alcuni minuti prima dell’alba, ma sono state fatte tacere dai cannoni navali”.
A circa 12 Km. a nord di Anzio sbarca la 1^ Divisione di fanteria britannica, tra la spiaggia ed il Fosso della Moletta; come obiettivo primario avrebbe dovuto raggiungere Aprilia, poi la Stazione di Campoleone e proseguire eventualmente verso Albano.
A sud-est di Anzio, tra Nettuno ed il Canale Mussolini, sbarca invece la 3^ Divisione di Fanteria americana; l’intendimento era di raggiungere poi Cisterna di Latina ed eventualmente Velletri. In considerazione della scarsa resistenza incontrata, nelle prime ventiquattro ore sbarcano circa 36 mila uomini con oltre 3 mila automezzi e relativo armamento.
Di questa iniziale situazione favorevole però non seppe approfittare il Generale Lucas, il quale tenne le truppe raggruppate in prossimità delle spiagge anziché spingerle verso l’interno.
In una settimana 61 mila anglo-americani sbarcati si trovarono di fronte 71mila e 500 tedeschi.

CONCLUSIONE
Lo sbarco di Anzio fu una fucina di delusioni per tutti, anche per i tedeschi. La testa di ponte divenne un campo trincerato e i tedeschi si consolarono definendolo, con sarcasmo: “il più grande campo autogestito del mondo di prigionieri di guerra”.
A salvarla furono un coraggio disperato e la superiorità aerea.
Alla fine Churchill ammise:

Avevo sperato di lanciare sulla baia di Anzio un gatto selvatico, invece mi sono ritrovato sulla riva con una balena arenata”.

venerdì 9 gennaio 2015

Anzio: Il programma generale delle celebrazioni per il 71° anniversario dello Sbarco

Ecco il programma dettagliato di tutti gli eventi pianificati in occasione delle Celebrazioni per il 71° Anniversario dello Sbarco di Anzio: mostre, convegni di spessore, proiezione di filmati inediti sulla Battaglia di Anzio, le celebrazioni ufficiali presso al Monumento ai Caduti ed in tutti i Cimiteri di guerra, la deposizione di un omaggio floreale ai piedi del Monumento dedicato al Tenente britannico Eric Fletcher Waters ed ai Caduti dello Sbarco di Anzio rimasti senza sepoltura, la rievocazione dello Sbarco prevista per domenica 25 maggio pomeriggio ma, soprattutto, la sfilata dei mezzi militari (25 gennaio mattina) per le vie del centro e per la prima volta, sotto il coordinamento della Polizia Locale di Anzio ed in collaborazione con le dieci Associazioni di settore che hanno aderito,a Lavinio Stazione, Lavinio Mare, Falasche, Cimiteri del Commonwealth, Anzio Colonia, Quartiere Marconi, Riviera di Ponente, Porto.
Venerdì 9 gennaio
Villa Sarsina - Comune di Anzio: Mostra fotografica "Lo Sbarco di Anzio", a cura del Gruppo Fotografico Genzano, aperta al pubblico con ingresso libero fino al 24 gennaio.    
Lunedì 19 gennaio
Ore 11.00 - Ufficio Circondariale Marittimo - Guardia Costiera di Anzio inaugurazione della Mostra "Bandiere sul Mare" - settima edizione: "Dalle spiagge di Anzio e Nettuno a quelle di Iwo Jima e Okinawa", a cura dell'Associazione "Warriors at Anzio". La Mostra rimarrà aperta al pubblico, con ingresso libero, dal 19 al 25 gennaio dalle ore 9.00 alle ore 12.00 e dalle ore 15.00 alle ore 18.00.    
Mercoledì 21 gennaio
Deposizione composizioni floreali
Cimitero di Civile di Anzio, Monumento ad Angelita - Riviera Mallozzi,  Reme Warkshop plaque a Lido delle Sirene – Via Ardeatina, Monumento dedicato ai Gordon Higlanders a Lavinio Mare, Cimitero Germanico – Pomezia, Campo della Memoria Nettuno (ore 12.00).
Giovedi 22 Gennaio 2015
Cerimonie Ufficiali
Ore 8.30 – Beachhead Commonwealth Cemetery – Anzio Falasche;
Ore 9.00 - War Commonwealth Cemetery - Santa Teresa;
Ore 9.30 - Porto di Anzio - targa del 50° Anniversario dello Sbarco;
Ore 10.00 - Nettuno - Piazza Cesare Battisti;
Ore 11.00 - Sicily-Rome American Cemetery;
Ore 12.00 – Anzio P.zza Garibaldi, Monumento ai Caduti.
Venerdì - 23 gennaio 2015
Visite di Commemorazione
Ore 9.30 - Aprilia: Monumento “Il Graffio della vita” dedicato alle vittime della 2a Guerra mondiale – Loc. Campo di Carne;
Ore 11.00 - Aprilia, Via Buon Riposo/Pontoni: deposizione omaggio floreale ai piedi del Monumento dedicato al Tenente britannico Eric Fletcher Waters ed ai Caduti dello Sbarco di Anzio rimasti senza sepoltura;
Ore 12,15 - Lanuvio, Piazza Berlinguer deposizione omaggio floreale al Monumento ai Caduti.
Sabato 24  gennaio 2015
Ore 10,30 – “Paradiso sul Mare” convegno "Lo Sbarco e la Battaglia di Anzio". Relatori: Generale Massimo Coltrinari, prof. Giuseppe Conti ed il Veterano Britannico, Harry Shindler. Presentazione del Presidente del Museo dello Sbarco, Patrizio Colantuono;
Ore 17,00 – “Paradiso sul Mare”, Riviera Zanardelli: Mostra Fotografica "Lo Sbarco e la Battaglia di Anzio" - Mostra di  Modellismo della seconda guerra mondiale, Mostra fotografica  IV concorso fotografico dalle 10,00 alle 13,00 e dalle 15,00 alle 18,00;             
Ore 17,30 – “Paradiso sul Mare", Riviera Zanardelli: proiezione filmati inediti "Lo Sbarco e la Battaglia di Anzio".                 
Ore 18,30 – “Paradiso sul Mare”, Riviera Zanardelli: Rappresentazione teatrale “Shingle. Diari scritti dai padri per i nostri figli”, ispirato allo Sbarco di Anzio, allo sfollamento della popolazione ed alla vicenda di Angelita, scritto da Eleonora Fede, adattamento e regia Vladimiro Sist.
Domenica 25 gennaio 2015
Ore 9,30 - Sfilata automezzi militari con partenza dal Museo dello Sbarco di Anzio – Via Paolini. Il Corteo del 71° Anniversario dello Sbarco di Anzio sfilerà su gran parte del territorio comunale: Sacro Cuore, Cimiteri del Commonwealth, Quartiere Falasche, Lavinio Stazione, Lavinio Mare, Anzio Colonia, Quartiere Marconi, Riviera di Ponente, Porto, Centro storico;
Ore 11.30 - Piazza Pia e Piazza Garibaldi: mostra dei mezzi militari, con i figuranti che saranno a disposizione dei cittadini e dei turisti per le fotografie e per fornire spiegazioni rispetto ai mezzi ed ai cimeli militari in esposizione;       
Ore 15.00 - Spiaggia del Tirrena (“Yellow Beach - X Ray Beach”): rievocazione e simulazione dello Sbarco di Anzio con mezzi anfibi, sorvolo di aerei, esibizione paracadutisti.
Domenica 1 febbraio 2015
Villa Sarsina ore 17.00: convegno storico sul contributo degli Stati Uniti nella ricostruzione dell’Italia post-Sbarco di Anzio/Analisi storico-politica. A cura dell'Associazione MEMOS.
Enogastronomia: dal 22 al 25 gennaio 2015 i ristoranti propongono i Menù dello Sbarco, a prezzo fisso, preparati secondo le antiche ricette della cucina portodanzese.  

domenica 21 dicembre 2014



a tutti i lettori di questo blog
auguriamo un sereno Natale 
e
un Anno Nuovo denso di realizzazioni

mercoledì 17 dicembre 2014

Seconda Battaglia di Montelungo 16 dicembre 1944

Il 16 dicembre 1943 il I Raggruppamento motorizzato attaccava per la seconda volta Monte lungo. Meglio preparata e coordinata con le forze statunitensi l'azione riusci'.

Un ricordo per i Caduti.

I giorni che seguirono furono difficili. Si rischio di vedere ritirate le forze combattenti e vanificare ogni sforzo. Grazie ad uomini capaci e risoluti questo non accadde.

Questi uomini siano di esempio oggi.

mercoledì 10 dicembre 2014

Risistenza in Jugoslavia. Ricerche sul gen. Amico

>sto scrivendo un libro sulle memorie di mio zio, il capitano Mario

>Andreatti di Venezia,

>che ha fatto servizio in Dalmazia ed in Herzegovina con il 56mo Rgt

>Marche dal 41 al 43.

>La divisione Marche era comandata dal Gen Giuseppe Amico medaglia

>d'oro... Le memorie di mio zio

>descrivono la battaglia del 12 sett. '43 a Ragusa degli italiani

>incitati dal gen Amico contro i tedeschi

>che volevano disarmarli. Per poco non andava a finire come a Cefalonia.

>Il generale Amico (meglio

>onorato a Gerusalemme che in Italia per aver aiutato gli ebrei...) venne

>trucidato e pagò per tutti.

>Non riesco a trovare una foto che lo ritragga. Nè trovare qualcuno dei

>suoi familiari nonostante

>le mie numerose ricerche. Ho moltissime foto di quel periodo e forse

>anche una che ritrae il generale.

>Mi può dare una mano?

>Cordialità

>Pietro Boninsegna

Pietro@boninsegnapietro.it

mercoledì 3 dicembre 2014

Un appuntamento da non perdere



DOMENICA
 AL MUSEO / 
Vivi i musei a Roma

Questi sono gli slogan promozionali del Ministero per i beni culturali e per il turismo e di Roma Capitale per i prossimi giorni festivi del 7 e 8 dicembre.
Il Museo storico della Liberazione, a entrambi collegato ma autonomo, partecipa con l’iniziativa

APPOSTA PER TE
VIA TASSO A PORTE APERTE
domenica 7 dicembre e lunedì 8 dicembre
IL MUSEO  PRESENTA  LE SUE INNOVAZIONI
orario di apertura
9 e 30 - 12 e 30    14 e 30  - 19 e 30  ingresso libero


--
Museo storico della Liberazione
00181 Roma, Via Tasso 145
tel. 067003866, fax 0677203514
web: htpp://www.museoliberazione.it

martedì 18 novembre 2014

Pistoia: 8 Novembre 2014. Convegno Soldati Pistoiesi e Toscani in Albania e Montenegro

(da Lia Tosi; organizzatrice del Convegno):
I PISTOIESI NELLA RESISTENZA IN ALBANIA
VEDI VIDEO SU:
https://www.youtube.com/watch?v=cWBDFLeBj7k
(durata: 4 minuti)
..............................................
..............................................
http://www.stamptoscana.it/articolo/notizie-toscana/guerra-dei-pistoiesi-in-albania-montenegroLa guerra dei Pistoiesi in Albania e Montenegro
Pistoia – Si è tenuta oggi, sabato 8 novembre, nella sala Maggiore del Palazzo Comunale la giornata di studi Soldati pistoiesi e toscani nella Resistenza in Albania e Montenegro 1943-1945.
L’iniziativa, suddivisa in due sessioni, stamani è stata dedicata all’Albania, mentre nel pomeriggio si parlerà del Montenegro. Il periodo analizzato va dalla caduta del fascismo alla crisi con l’armistizio dell’8 settembre 1943. Ad aprire il convegno è stato il sindaco Samuele Bertinelli cui sono seguiti gli interventi del generale Luigi Marsibilio, con la sua profonda esperienza di analista strategico, dello storico Massimo Coltrinari, autore di prestigiose monografie relative all’8 settembre in Albania e dalla docente dell’università di Tirana Nevila Nika che, prima di impegnarsi nell’insegnamento di scienze archivistiche all’università di Tirana, come direttrice dell’Archivio di Stato ha scoperto il fondo delle lettere italiane. Alla prima parte del convegno hanno partecipato numerose persone tra le quali studiosi pistoiesi e studenti dell’istituto tecnico Silvano Fedi-Enrico Fermi di Pistoia.
Nel pomeriggio, a partire dalle 15.30, hanno partecipato Miograd Lekic, già ambasciatore della Jugoslavia e poi ministro degli Esteri del Montenegro, oggi docente dell’Università Luiss e Jelena Djurovic, direttrice della Biblioteca Nazionale del Montenegro, attiva in molti progetti europei. Inoltre interverrà anche lo storico Eric Gobetti, autore di tre monografie su questi temi che nel 2013 ha realizzato, come consulente storico per RaiStoria, la trasmissione in tre puntate “La Divisione Garibaldi”.
Quella dei soldati pistoiesi e toscani che parteciparono alla Resistenza contro i nazisti in Albania, Montenegro, Sangiaccato – Resistenza che incomincia e si manifesta ancora prima di quella italiana – è una pagina di storia nazionale poco nota perché a lungo taciuta e raramente studiata. Tra numerose difficoltà, pur colti impreparati dall’armistizio, molti di questi uomini rifiutarono di arrendersi e consegnarsi ai tedeschi, ma si batterono al fianco delle formazioni partigiane locali, contribuendo non poco all’andamento della guerra contro il nazismo.
Intanto le lettere dei militari italiani e dei loro familiari degli anni 1944-45 mai consegnate per circostanze diverse, per censura o per difficoltà di inoltro, e conservate nell’Archivio di Stato di Tirana, arriveranno tutte, sia pur in fotocopia, a Pistoia per far parte di un fondo di documentazione sulle vicende degli italiani dopo l’8 settembre in Albania e Montenegro.
La giornata di studi fa parte di un più ampio progetto del Comune e del Cudirindirizzato a sviluppare la ricerca su temi che riguardano Pistoia e i suoi abitanti durante il secondo conflitto mondiale e la Resistenza, non solo locale.

giovedì 6 novembre 2014

Guerra di Liberazione: V Fronte. La Prigionia in Russia

Nel documetare l'archiettura di una nuova Rivista, alla voce "Articoli" si era utilizzato questo riportato sotto di Cosimo Finiguerra e della sua magnifica idea di andare a cercare in Russia la tomba di un famigliare ivi Caduto.
Per dettagli www.prigiioniadiguerra.blogspot.com



CONTRIBUTI


Sui sentieri della storia alla ricerca della memoria
Due cittadini taurisanesi nel cimitero di Kirsanov (Russia):
 Luigi Ciurlia e Pasquale Damiano


Cosimo Finiguerra[1]

In un mondo frenetico, ove il consumismo divora l’effimero senza conservare alcunchè, l’uomo pur alle prese con i suoi bisogni quotidiani non può dimenticare il suo passato; riaffiora infatti a tal proposito un antico adagio” Historia est magistra vitae”… poichè senza memoria non può esserci Storia e un Popolo che non conserva la propria memoria non può avere una Storia  e  quindi un Futuro, in quanto alla fine….”noi siamo il nostro passato” (Pitagora).
Eravamo agli inizi  di agosto del 2010, allorquando su tutti i telegiornali del mondo venivano diffuse immagini apocalittiche di distruzione, causati dal divampare del fuoco che in quei giorni in Russia bruciava centinaia e centinaia di ettari di boschi mettendo a repentaglio la vita dei piccioli villaggi russi, nascosti in mezzo alla foresta. Proprio in quel preciso momento, sfidando il fuoco, con autentico spirito alpino ove si obbedisce solo ad un dovere o comando e non ci si cura del pericolo, ho sentito il bisogno di soddisfare un’atavica e masi sopita aspirazione della mia anima . intraprendere un lungo viaggio (sia pure comodamente in aereo e non con le tradotte militari come invece capitò ai nostri sfortunati fratelli italiani) con destinazione “la steppa”, proprio nel cuore della Russia < alla ricerca della memoria sui sentieri della storia>. Volevo infatti raggiungere quella che fu una delle zone operative di guerra e di prigionia ove venne per  sempre anientata la vita di migliaia di innocenti soldati italiani e non, durante la 2^ guerra mondiale. Proprio lì ho cercato due dei nostri sfortunati  concittadini taurisanesi: Luigi Ciurlia ( mio pro-zio, nato a Taurisano il 6.12.1912, morto a Kirsanov il 18.3.1945) e Pasquale Damiano (nato a Taurisano il 7.11.1913, morto a Tambov l’11.4.1943) Entrambi dati per dispersi (in Montenegro) dai documenti ufficiali, rispettivamente  fino agli anni 1983—1995.
Luigi Curlia

Entrambi avevano lasciato in fasce un figlio, mai potuto cullare o accarezzare (sono i cosiddetti orfani di guerra che l’amaro destino ha consegnato all’amore silenzioso e materno delle vedove, anch’esse eroine nel lutto per la Patria). E’ ovvio che in detti orfani e nella loro storia/tragedia personale, simbolicamente si può  intravedere il dramma di tante altre famiglie che hanno dato alla Patria, i propri figli migliori, poichè comune è stato il destino.

Orbene atterrato a Domododiewo (aeroporto di Mosca), mi viene incontro un  tassista privato con una interprete italo-russa (già contattati).Sono  le ore 9 del mattino del 15 agosto 2010, partiamo immediatamente con destinazione Tambov, a 500 chilometri a sud di Mosca, ove attraverso una strada sconnessa che taglia in due la foresta ( a  tratti in pieno incendio ma che si estende solitaria per centinaia e centinaia di km) arriviamo nel tardo pomeriggio.
Chiedo di essere portato nella “Rada” di Tambov ( a 5 km fuori  città), triste teatro di guerra e luogo di prigionia dei due nostri concittadini, ove con l’ausilio di un docente locale di storia, individuo il famigerato campo di internamento n.183 esteso ben 8 kmq. In esso rinvengo solo alberi (larici, faggi, betulle), in parte divorati dal fuoco di quei giorni che miracolosamente si è fermato all’altezza della Croce. (doc.1), mentre al  centro del campo di internamento vi è un rudere, segno evidente del posto comando ormai dirupato ove alloggiavano i soldati russi che tenevano sotto tiro in mezzo al freddo ed all’ululato dei lupi i prigionieri di guerra (italiani compresi).
A pochi metri di distanza, sotto gli alberi inizio ad individuare e fotografare una serie di “fosse comuni” (doc.2-3) ove riposano le spoglie indistinte di tanti caduti, tra cui il nostro concittadino Pasquale Damiano, (padre di Mario Damiano).
La vista mi raggela l’anima; non disperando, inizio a fare una serie di domande a raffica al docente attraverso l’interprete, allorquando ad una  mia precisa domanda: “ quanti sono gli italiani qui sepolti”, egli dopo aver consultato una fotocopia di  un documento ufficiale in cirillico, mi risponde “6720 italiani” aggiungendo: “sono  tutti qui  in queste fosse comuni”. (doc.4).
D’istinto  mi genufletto sulla prima fossa che mi è davanti pensando idealmente di abbracciare con un gesto d’amore e di disperazione tutti quanti indistintamente, poichè la morte non ha nazionalità, sollevato da un unico conforto: in quelle fosse comuni tanti soldati di diversa provenienza e forse in vita nemici o contrapposti, continuano a rimanere abbracciati l’un l’altro come fratelli e per sempre.
Il giorno dopo (16.8.2010), di buon mattino, insieme ai miei compagni di viaggio mi dirigo ancora più a sud in direzione del Don, alla volta di Kirsanov.
Dopo 87 km  giungiamo in un piccolo villag,gio. All’ingresso del paesino rurale vi è una stele con la data di fondazione del villaggio (1779).
 Senza chiedere informazioni ad alcuno, indico all’autista di puntare verso la periferia ove con spirito d’avventura ed  una buona dose di fortuna, ad un certo punto intravedo un campo recintato e infestato da sterpaglia intervallata da piccole croci nere, mentre all’ingresso si erge possente una grande Croce bianca (doc.5) recante in cima l’immagine scolpita di Cristo Redentore (ironia della sorte trattasi di una croce in cemento realizzata alla fine della I^ guerra mondiale da soldati italiani, anch’essi prigionieri dei russi: dalmati, triestini e friulani, i quali anche loro accettarono la prigionia pur di rimanere “italiani”.
Il campo, in stato di abbandono è il cimitero militare di Kirsanov: il mio sogno si è avverato; sono  arrivato finalmente a deporre un fiore sul luogo ove spirò il 18.3.1943 Luigi Ciurlia (mio pro-zio ex parte materna) in ciò nel desiderio di surrogare il gesto che il figlio Stefano Ciurlia voleva compiere da 65 anni.
Indescrivibile l’emozione che mi assale in quell’istante dell’ingresso a quel luogo sacro, soprattutto per le giovani vite che quella terra custodisce e che  la Storia sulla Russia vuole come “sconsacrata” ed ove riposano ben 64 prigionieri italiani.
Detti prigionieri morirono in mano russa nell’antistante costruzione, all’epoca già sede di scuola elementare, requisita dai militari  ed  adattata ad infermeria o posto di primo soccorso (la maggior parte dei nostri soldati erano stati catturati nei dintorni dai russi e portati in quell’accampamento perché feriti o congelati come Luigi Ciurlia – peraltro già prigioniero a Tambov , il quale giunse a a Kirsanov con un congelamento agli arti inferiori che poi ne determinò il decesso.
Credevo in quel momento di aver coronato il mio sogno, varcando il ponticello di ingesso  al     cimitero (ove peraltro  riposano in < fosse comuni> le spoglie di soldati di diverse nazionalità: oltre ai 64 italiani, vi sono sepolti ungheresi, rumeni, francesi e tedeschi), ma non avevo fatto i conti con il problema principale; come identificare la fossa effettiva  dove riposava mio zio.
 Il problema principale era dato  dal fatto che il cimitero è costellato da numeri bianchi in sequenza (da 1 a 331) incisi su di una lastra di ferro color nero conficcata nel terreno (trattasi infatti di fosse comuni dove riposano da 2 ad un massimo di 5 soldati: da informazioni assunte, veniva aperta una fossa al giorno dagli stessi prigionieri in vita che provvedevano alla sepoltura).
Senza perdermi d’animo mi reco presso il locale Municipio ove vengo ricevuto dal Sindaco che a sua volta mi affida al segretario comunale; dott.ssa Volcova Galina Maximovna. Illustro il motivo della mia visita e chiedo di rilasciarmi un documento ufficiale che attesti l’effettiva sepoltura di Luigi Ciurlia in quel cimitero e possibilmente il numero della tomba/fossa. Il segretario comunale dà subito disposizioni ed in cinque minuti l’impiegato e ritorna con un libro ingiallito dal tempo che il segretario sfoglia ed immediatamente individua l’elenco dei soldati italiani ivi sepolti, battuto a macchina in caratteri cirillici. Ad alta voce legge in russo: “ Ciurlia Luigi di Stefano. 1912 Taurisano, soldato morto il 18.3.1945, tomba n° 18
A quel punto chiedo che mi venga rilasciata copia del documento e dopo un primo rifiuto insisto,facendo tradurre all’interprete il mio rammarico; “Signora, la prego di rilasciarmi una fotocopia; la guerra è finita dal 1945 e sono venuto in segno di pace e di riconciliazione”; finalmente il segretario mi consegna copia dell’elenco dei 64 soldati italiani sepolti a Kirsanov (una vera esclusiva. ved. stralcio all. doc.9). Ringrazio e ricambio la cortesia consegnandole lo spartito musicale dell’opera “Kirsanoff” scritta dal compianto maestro taurisanese Martino Manco su parole/lirica di Stefano Ciurlia (doc.6).
Torno quindi al cimitero felice di poter portare finalmente un fiore sulla tomba di mio zio e nel tragitto mi imbatto in un ufficiale russo in divisa che invito a seguirmi per accendere insieme una candela alla memoria nel cimitero di Kirsanov; con fare gentile l’ufficiale mi segue e sulla tomba  degli italiani ci stringiamo la mano in segno di pace  consegnandoli un ramoscello di ulivo portato da Taurisano (doc.7), così riconciliando simbolicamente due Popoli sui luoghi di guerra ed in mezzo alle tombe di tanti morti per la libertà di tutti, indistintamente.
La mia visita termina a Kirsanov attorno alle ore 15 del 16.8.2010 sotto un solleone, mentre mi inginocchio sulla tomba n°18 e depongo un mazzo di fiori ed una foto del tempo di mio zio Luigi, dopo aver piantato una piccola bandiera dell’Italia, a mò di rivendica nazionale in  quei luoghi tanto tristi e solitari (doc.8)
Accompagno la mia preghiera con un gesto spontaneo “benedicendo laicamente” con un segno di croce quella terra per me sacra, ma finora per i più, terra “sconsacrata” secondo la tradizione comunista, ove però ora il popolo russo ha ritrovato la speranza che diviene anche lì preghiera” di pace e d’amore per l’unico Dio.




[1] Relazione del Viaggio compito in Russia a Tambov-Kirsakov il 15-16 Agosto 2010, ed apparsa sul quotidiano Nuova Taurisiano, Anno XXII, n. 2, luglio 2011.  L’Autore ha prodotto un filmato di questo viaggio della durata di 22 minuti, che è stato presentato al Convegno 2Soldati Salentini” svoltosi a Gallipoli il 22 novembre 2012.

sabato 1 novembre 2014

Nel ricordo di Bulow.Cesena 31 ottobre 2014

Foto ricordo con Errani, il collaboratore di Boldrini negli anni del 1944 1945
Quando collaboravano con il Gruppo di Combattimento Cremona nell'area paludosa d
Comacchio

Rifugio in un pagliaio nella pianura organizzato come base partigiana

Daniele Valenti ha organizzato questo evento che permette di evidenziare il rapporto tra le forze regolari del Regio Esercito e quelle popolari della Resistenza in pianura nell'inverno 1944_1945. Una mostra documentaria di valore.