Quaderni

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Il Corpo Italiano di Liberazione ed Ancona. Il tempo delle oche verdi e del lardo rosso. 1944

Il Corpo Italiano di Liberazione ed Ancona. Il tempo delle oche verdi e del lardo rosso. 1944
Società Editrice Nuova Cultura, Roma 2014, 350 pagine euro 25. Per ordini: ordini@nuovacultora.it. Per informazioni:cervinocause@libero.it oppure cliccare sulla foto

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martedì 7 marzo 2017

Giovedì 23 Marzo 2017. Presentazione del N. 3/4 dei Quaderni


In Occasione della data anniversaria della Fondazione dell'Istituto del Nastro Azzurro, giovedì 23, in anteprima alla conferenza su "Nepi in Armi", Giancarlo Ramaccia presenterà il n. 3/4 dei "Quaderni Rivista diretta da Massimo Coltrinari



giovedì 23 febbraio 2017

Mercoledì del Nastro Azzurro. 1 marzo 2017 ore 17

ISTITUTO DEL NASTRO AZZURRO

FRA COMBATTENTI DECORATI AL V.M.

(Ente Morale R.D. 31 maggio 1928 n. 1308)
Piazza Galeno, 1 - 00162 ROMA



Federazione Provinciale di Roma
Roma, 22 febbraio 2017


Comunicato Stampa


Mercoledì 1 marzo 2017
presso la Sala Convegni dell'Istituto del Nastro Azzurro Piazza Galeno,1 – Roma
dalle ore 17,00 alle ore 19,00
si terrà il 6° incontro del 2° ciclo
de "I Mercoledì del Nastro Azzurro"
verranno presentati i volumi
'

Caschi Blu Italiani'

'ReportagEsercito'

a cura di 'Informazioni della Difesa'
rivista dello Stato Maggiore della Difesa



Interverranno:

Stefano Pighini, Tommaso Gramiccia, Massimo Coltrinari, Mario Renna, Giuseppe Tarantino


info:centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org

venerdì 10 febbraio 2017

Anche Gino ci ha lasciati.

Sergio Pivetta ci ha comunicato questa notizia. Medaglia d'argento al Valor Militare' combattente, poi,dopo la guerra, una vita dedicata all'Esercito ed agli Alpini. Una figura di riferimento per equilibrio, senso di appartenenza, schietto, che parlava sempre davanti non dando etichette alle spalle in un panorama non esaltante.

E' stato uno dei punti di forza morale li dove questi aspetti erano carenti. Una bella collaborazione durata oltre 10 anni.

Con Gino Morena si chiude ancor più una stagione già tramontata con la morte di Luigi Poli. Il ricordo della sua figura perdurerà' nel tempo segno di momenti esaltanti e realizzazioni degne di nota, che oggi hanno trovano ulteriori e proficui sviluppi in quel l'alveo del Valore Militare, in quel Nastro Azzurro di cui lui a giusto titolo era orgogliosamente fiero.



Massimo Coltrinari

sabato 31 dicembre 2016

venerdì 23 dicembre 2016

Albania "..per non dimenticare"



Il Volume sarà presentato a Tirana - Biblioteca Nazionale
il prossimo 19 gennaio 2017

indicazioni, notizie ed informazioni su
www.internamentoereticolati.blogspot.com
con post in data 23 dicembre 2017 e precedent

mercoledì 21 dicembre 2016

Resistenza dei MIlitari Italiani all'Estero. Convegno all'Istituto Gramsci Preannuncio

Con data provvisoria il 3 febbraio 2017,
 si terrà all'Istituto A. Gramsci di Roma, 
promosso dall'Istituto del Nastro Azzurro 
attraverso il Centro Studi sul Valor Militare 
un convegno dedicato al settembre 19143 in Albania
 dal titolo


Il soldati Italiani in Albania: da occupatori a combattenti per la libertà”
dalla crisi armistiziale alla costituzione del 
Comando Italiano Truppe alla Montagna, 

Oltre ai tre Istituti nominati sarà presente con suoi rappresentati anche l'Ambasciata d'Albania in Italia.

note ed informazioni
www.valoremilitare cesvam.blogspot.com
direttore.cesvam.blogspot.com 


domenica 18 dicembre 2016

La Resistenza dei MIlitari Italiani in Albania. Traccia

Traccia della Bozza del Documento di Impianto del Convegno

 “I Soldati italiani in Albania: da occupatori a combattenti per la libertà””
Dalla crisi armistiziale alla costituzione del Comando Italiano Truppe alla Montagna
 Febbraio 2017

Massimo Coltrinari.

All’indomani della crisi armistiziale del settembre 1943 le forze militari italiane in Albania presenti erano inquadrate nella 9a Armata al comando del gen. Dalmazzo., ordinata su due Corpi d’Armata ( il XXV nel Centro Nord e il IV nel meridione nel del paese; con sei divisioni operative). La consistenza di queste forze assommava a 130.000 uomini, di cui 20.000 componenti la Milizia Fascista Albanese, diventata dopo il 25 luglio, Milizia Volontaria Albanese.

Questi militari, dopo gli eventi del mese di settembre ed ottobre si sono così suddivisi e raggruppati: 78.mila circa rastrellati dai Tedeschi ed inviati nei campi di concentramento in Polonia o in Germania; 6/8 mila rimasero fedeli alla vecchia alleanza o entrando nelle organizzazioni del lavoro tedesche (TODT ed altre) oppure servendo nelle forze armate tedesche in reparti ausiliari, oppre entrando nella Wermacht prestando giuramento al Furher. 8/10 mila uomini riuscirono a rientare in Italia con i trasporti partenti dai porti albanesi per quelli pugliesi in essere fino al 25 settembre 1943, caduta di Cefalonia. 20 mila rimasero in Albania nascosti accolti dalle famiglie italiane ed albanesi, sempre sotto pericolo di essere arrestati dai tedeschi e dai nazionalisti albanesi. Di coloro che salirono in montagna per entrare nella fila della Resistenza circa 3 mia furono inquadrati nelle fila dell’ENLA (Esercito di Liberazione Nazionale Albanese). Costoro potevano essere molti di più, ma sia la volontà albanese, sia la incapacità della logistica di alimentazione del combattente partigiano, lo impedirono .

I militari italiani, seppur privi di ordini, per iniziativa di Ufficiali in comando si raggrupparono nel Comando Italiani truppe alla Montagna (C.I.T.a.M) che fu costituito il 14 settembre 1943 per iniziativa del Ten. Col. Barbicinti, aeronautica militare, comanda te dell’Aeroporto di Schjiack (Tirana). Salito in montagna, zona di Peza, sopra Tirana, con tutti i suoi uomini, Barbicinti stipulò con il Comando dell’ELNA una convenzione militare in cui si sottolinea che qualora fosse giunto in montagna un ufficiale italiano di grado superiore, gli avrebbe ceduto il comando; in detta convenzione furono regolati i rapporti tra italiani ed albanesi di ordine operativo, logistico ed amministrativo. La convenzione rimase in vigore fino alla fine della guerra.

Il 28 settembre giunse a Peza il gen. Azzi e gli uomini della divisione “Firenze” reduci dalla battaglia di Kruja del 22/23 settembre 1943. Il generale Azzi assunse il Comando del C.I.T.a.M, ceduto da Barbi Cinti secondo la convenzione militare. Detto Comando ebbe come vice Comandante il gen., Piccini, che sarà l’ufficiale generale che, armato e in uniforme, rimarrà a combattere i Tedeschi ed i collaborazionisti per tutta la guerra e cederà le sue funzioni il 15 agosto 1945 all’arrivo in Albania della Missione Diplomatica Italiana. Il C.I.T.a.M si ordinerà su tre battaglioni operativi e 10 zone militari ed avrà a meta di ottobre una consistenza organico-operativa come da allegato a, allegato in corso di preparazione.
Il C.I.T.a.M. era alleato all E.L.N.A che, nell’ottobre 1943 contava sulla I brigata Proletaria composta da quattro battaglioni. Di questi., il IV Battaglione era il “Battaglione Gramsci”, composto integralmente da Italiani
Il fronte antitedesco albanese, prima della rottura che avverrà a fine ottobre, poteva contare su una forza combattente ( E.L.N.A., C.I.T.a.M:., forze nazionalisti, del “balli kombetar”, monarchiche ed altre) di oltre 5/600 uomini.

Il Comando tedesco, conscio di questo pericolo, prima riuscì felicemente con trattative a dividere il fronte della resistenza,con gli accordi con i monarchici, i nazionalisti e il “balli bombetta”, che divennero di fatto collaborazionisti, poi lanciando (ottobre 1943 – gennaio 1944) cinque offensive al termine delle quali il Comando della 2a Armata Corazzata a Belgrado potè emettere un comunicato in cui si affermava che il Albania le forze “ribellistiche” antitesche erano state annientate e l’Albania era libera da oppositori.

In realtà, adottando al meglio la tecnica di guerriglia, di fronte alle offensive tedesche le forze dell’E.L.N.A. e del C.I.T.a.M si erano sparpagliate e nascoste, anche se si dovette registrare dolorose perdite come la distruzione dei tre battaglioni operativi del C.I.T.a.M. e per ben due volte del Battaglione “Gramsci”.In primavera (1944) le forze partigiane si radunarono, il battaglione “Gramsci” fu ricostituito e messo la comando di un soldato italiano, Terzilio Cardinali (Medaglia d’Oro al Valor Militare), il C.I.T.a.M. non ebbe battaglioni operativi alle dipendenze e tutti i soldati italiani combattenti andarono al alimentare i battaglioni della costituenda II Brigata Proletaria dell’E.N.L.A. Occorre rilevare che per tutta la durata della guerra nel 1944, l’artiglieria, le armi di accompagnamento (mortai, mitragliatrici ecc.), controcarri e quanto necessitava di un minimo di conoscenza militare ed addestramento era sostenuto nelle file dell’E.N.L.A. da soldati italiani, non essendoci tra gli albanesi nessuno in grado di svolgere questi ruoli. Vi è quindi osmosi tra italiani ed albanesi integrale nella lotta al tedesco.

Nel giugno 1944, dopo che numerosi missioni, attuate con il naviglio sottile della Marina e con la Balkan Air Force che utilizzava il campo di Berane, in Montenegro misero in contatto il C.I.T.a.M con l’Italia, il gen. Azzi e il suo Comando rientrò in Italia, lasciando in loco il gen.Piccini a coordinare e dirigere l’impegno dei soldati italiani.

A Novembre la guerra si concluse con la liberazione di Tirana e con lo sgombero di tutte le forze tedesche dall’Albania. Ogni soldato combattente italiano fu raccolto nel Battaglione Gramsci, lasciando i reparti ove fino ad allora aveva combattuto. Tale battaglione, prima divenne Brigata “Gramsci” poi divisione “Gramsci”. Con questo ordinamento, tutti i combattenti italiani nell’aprile del 1945 furono rimpatriati, in armi, in Italia,(Accordi Palermo-Hocha) ove furono raccolti nel campo di Sant’Andrea, vicino Taranto con l’intendo di partecipare alla guerra di liberazione nelle fila dell’Esercito Italiano, come prassi per tutti i partigiani combattenti. Sopravvenuta la fine della guerra. I partigiani d’Albania furono congedati.

Sulla base del quadro così descritto, occorre mettere l’accento, oltre che sulla parte ricostruttivo-ordinativa, anche sulle motivazioni che sono all’origine delle scelte dei soldati italiani. Scelte che possono essere già individuate nella delusione e dal fallimento del fascismo come regime e come movimento, la fedeltà al giuramento prestato, ‘amor di patria, l’onore militare, la lotta al emico ereditario, il desiderio di por termine a mesi ed anni di guerra, la volontà di rientrate in Patria e in famiglia.

Il quadro così descritto è una bozza di traccia della parte del Convegno che si vuole organizzare con le finalità note, per la parte militare. Lo sviluppo della parte civile, e la successiva traccia completerà il quadro di riferimento del predetto convegno


venerdì 9 dicembre 2016

Siria. Tra passato presente e futuro

OGGETTO. DOCUMENTO DI IMPIANTO. 
SEMINARIO DI STUDI 20-21 GENNAIO 2017 e 17-18 MARZO 2017.


Idea Centrale: individuare e definire i lineamenti per un seminario di studi che dia contenuto alla convenzione tra la Congregazione Internazionale Accademica Templare, d’ora in avanti Congregazione Templare e l’Istituto del Nastro Azzurro CESVAM al fine di sviluppare i contenuti del passato presente e futuro della condizione dei Siriani e dei Cattolici Siriani oggi nell’area conflittuale del Medio Oriente in una prospettiva, al termine della guerra in corso, di un ritorno a casa dei profughi ed emigrati. La attualizzazione dei principi che nel medioevo ispirarono l'impegno dei Templari ,come cavalieri e come militari in un ottica di contestualizzazione di fronte agli impegni ed alle esigenze della società contemporanea. Con particolare riguardo alle popolazioni cristiane ed alla luce del Valor Militare, inteso come strumento che i migliori possono mettere a disposizione dei più deboli

Luoghi e Date: Il seminario di studi si articola in due incontri, che si articolano in due giornate, a Roma ed in un Convegno in Calabria.. Il primo incontro a Roma sarà il 20-21 gennaio 2017 ed il secondo il 17-18 marzo 2017. IL convegno di studi in Calabria nella IV settimana adi settembre 2017
Location: Gli Incontri a Roma si terranno nella Sala Grande della Presidenza Nazionale del Nastro Azzurro, Roma Piazza Galeno 1 – Viale Regina Margherita. Quella del Convegno sarà indicata dalla Congregazione Templare.

Lineamenti del Seminario
Il Seminario si articola in due incontri ed in  Convegno. Gli Incontri si articolano in due tornate, una dedicata alla geografia politico-sociale della Siria ed una dedicata agli approfondimenti di carattere storico.

 Venerdi 20 gennaio  ore 15-19,30 
Contenuti del Seminario I Tornata
Tema:  Il Medio Oriente dal Passato al Presente attraverso la storia del contingente Militare per             eccellenza: I Templari

Articolazione

Saluti del Presidente Nazionale del Nastro Azzurro.Gen. Carlo Maria Magnani
      
Introduzione al tema Seminario Direttore del CESVAM. Gen Massimo Coltrinari
Il perché di questo seminario: un tentativo di coniugare geografia e storia

    
I Intervento  S.E.R. Gran Maestro frà Renato Mollica
                    Storiografia Templare a presentazione dell'Ordine Internazionale Congregazionale                         ”Jacques De Molay”
                        L'impegno attuale dell'ordine per la pace in Siria

II Intervento P. Archimandrita Mtanious Hadad B.S
                    Comprendere la Siria, dal passato al presente
     
Sabato 21 Gennaio  ore 09-12,30           S
Contenuti del Seminario II Tornata

Introduzione del tema Seminario. Rappresentante del CESVAM. Da Designare

I  Intervento   S.E.R. Gran Maestro frà Renato Mollica
                        Il Valore Militare della Cavalleria nell'Evo di mezzo interpretato dall'impegno                              odierno

II Intervento   S.E. Gran Cancelliere frà Giorgio Vizzari
                        Processus contra templarios – presentazione della “Pergamena di Chinon”

III Intervento  Direttore CESVAM Gen. Massimo Coltrinari
                         La tecnologia militare dal 1000 al 1300. Aspetti terrestri

IV Intervento Conferenziere CESVAM Avv. Alfonso Licata
                        La Cartografia dl 300 e Lanzerotto Malocello

  Dibattito e conclusione II Giornata

Venerdi 17 Marzo  ore 15-19,30 
Contenuti del Seminario I Tornata
Tema: Comprendere la Siria: dal Presente al Futuro

Articolazione

Saluti del Presidente Nazionale del Nastro Azzurro.Gen. Carlo Maria Magnani
     
Introduzione al tema Seminario Direttore del CESVAM. Gen Massimo Coltrinari
Coniugare storia e geografia per comprendere il futuro
    
I Intervento Congregazione Templare S.E.R. N.H. Renato Mollica
                        La Congregazione Internazionale Accademica Templare I casi reali del suo impegno                  sul campo

II Intervento P. Archimandrita Mtanious Hadad B.S
                        Comprendere la Siria, dal presente al futuro. Emigrati ed immigrati, il ritorno in              Siria

Sabato 18 Marzo. ore 09-12,30           S
Contenuti del Seminario II Tornata
Tema: Comprendere la Siria: dal Presente al Futuro. Immigrati ed emigrati,ritorno in patria.

Introduzione del tema Seminario. Rappresentante del CESVAM.

I  Intervento   S.E,R. N.H. Renato Mollica
                        Il Valore Militare nell’evo di mezzo interpretato dall’impegno odierno. La realtà              operativa

II Intervento  Direttore CESVAM Gen. Massimo Coltrinari
                        La tecnologia militare dal 1000 al 1300. Aspetti Navali

III Intervento Conferenziere CESVAM Ten.Col. Gianluca Bonci
                        La Guerra in Siria 2012-2016.Prospettive di soluzione per la conquista della pace.

  Dibattito e conclusione II Giornata


Roma 15 dicembre 2016

mercoledì 30 novembre 2016

Comando Militare Regione Abruzzo

ESERCITO ITALIANO AL SACELLO MILITARE MADONNA DEGLI ANGELI A SULMONA (AQ)

L’AQUILA, 2 novembre 2016
Oggi 2 novembre 2016, il Gen. B. Rino DE VITO, Comandante Militare dell’Esercito per l’Abruzzo, su invito dell’Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon, ha partecipato alla solenne cerimonia commemorativa in suffragio dei caduti di tutte le guerre e su tutti i fronti presso il Sacello militare Madonna degli Angeli sito in Badia, frazione di Sulmona (AQ).

Le Autorità militari, civili e religiose intervenute hanno potuto visitare il Sacello e successivamente hanno partecipato alla cerimonia iniziata con le note dell’Inno Nazionale e con l’ alzabandiera, proseguita con la deposizione di una corona d’alloro sulle note della Leggenda del Piave e con il Silenzio per concludersi con la celebrazione della Santa Messa officiata dal Parroco Don Andrea Accivile.


venerdì 25 novembre 2016

venerdì 11 novembre 2016

Brexit. Da una frittata all'altra

Brexit
Uscita dall’Ue, Londra litiga su chi deve iniziare
Gian Luigi Tosato
08/11/2016
 più piccolopiù grande
Con sentenza del 3 novembre scorso, l’Alta Corte di Londra ha stabilito che il Governo britannico non può attivare la procedura di uscita dall’Unione europea, Ue, ai sensi dell’art. 50 Teu senza aver ottenuto il preventivo disco verde del Parlamento.

La forza del referendum sulla Brexit
Può stupire, dalla lettura di una decisione pur ampia e argomentata, che del noto referendum sulla Brexit si parli in modo del tutto marginale. Un giurista di tradizione continentale si sarebbe aspettato che la questione centrale da dibattere fosse il rapporto fra la volontà referendaria e quella parlamentare; e precisamente, quale delle due debba prevalere in via generale e nel caso di specie.

Ma questo non è avvenuto. La questione è liquidata in poche battute, con il pieno consenso di tutte le parti in causa. La Corte rileva essere “common ground” che la costituzione del Paese si basa sul principio della democrazia rappresentativa che fa capo al Parlamento. I referendum assolvono una funzione meramente consultiva. Possono assumere un valore diverso solo se viene loro conferito da una espressa disposizione di legge, non ricavabile in via interpretativa.

Nel caso di specie è vero che il referendum sulla Brexit è stato indetto con legge parlamentare (il Referendum Act del 2015). Ma questa legge non ha attribuito forza particolare al referendum, anzi ha ribadito il suo normale valore consultivo. È rimasto così fermo il principio costituzionale della prevalenza della democrazia rappresentativa rispetto agli istituti di democrazia diretta.

Modifica di un trattato:prerogativa del governo o del Parlamento di Londra?
Escluso dunque che la questione referendum abbia un posto di rilievo, veniamo al tema ampiamente dibattuto nella decisione della High Court, quello dei rapporti fra le prerogative del Parlamento e quelle dell’Esecutivo.

Anche qui il punto di partenza costituisce un “common ground”. Non dubita la Corte, come pure le parti in causa, che il sistema costituzionale inglese preveda prerogative sia del Parlamento sia dell’Esecutivo. Al primo è riservato il potere di fare le leggi e di modificare e revocare quelle esistenti. Al secondo spetta in esclusiva il compito di gestire le relazioni internazionali, ivi comprese la conclusione e denuncia degli accordi internazionali.

È il caso di ricordare che, pur in assenza di un testo scritto, esiste anche nel Regno Unito una costituzione che si è consolidata nel tempo per via di prassi legislativa e giudiziaria.

Torniamo alla questione costituzionale di fondo. Nessun conflitto sorge tra i poteri del Parlamento e quelli dell’Esecutivo riguardo ai trattati privi di efficacia diretta negli ordinamenti statali. In questo caso la conclusione o modifica di un trattato da parte dell’Esecutivo produce effetti solo sul piano del diritto internazionale. Qualsiasi effetto nel diritto interno dipende dalla ratifica e attuazione del trattato da parte del Parlamento.

Senonché, la situazione è diversa con i Trattati europei, che prevedono norme e poteri normativi dotati di efficacia diretta all’interno degli Stati membri. Questi effetti si sono immediatamente prodotti con l’entrata in vigore dei Trattati e sono destinati altrettanto immediatamente a cessare nel caso di Brexit.

Di qui il potenziale conflitto tra le prerogative del Parlamento e dell’Esecutivo, sul quale si sono scontrate le parti in causa.

Chi deve attivare il recesso dall’Ue
Per i legali del Governo, la competenza a stipulare e modificare trattati copre anche a quelli con effetti diretti, salvo che non intervenga una deroga esplicita del Parlamento, assente nel caso di specie. I ricorrenti hanno sostenuto invece il contrario: prevale sempre la riserva parlamentare a decidere su qualsiasi modifica del diritto interno, salvo delega esplicita a favore dell’Esecutivo, che non si è avuta però nel caso in esame.

Le due ricostruzioni approdano evidentemente a soluzioni opposte:la prima tesi porta a ritenere che l’attivazione del recesso dalla Ue rientri fra le attribuzioni del Governo, senza bisogno della previa autorizzazione parlamentare; la seconda nega legittimità a un tale modo di procedere.

L’Alta Corte ha preso partito per la seconda tesi, assumendo che fare o disfare le leggi del Paese spetta solo al Parlamento. Non lo può fare invece l’Esecutivo, nemmeno nell’esercizio delle sue prerogative in tema di trattati, a meno che non intervenga un’espressa delega parlamentare. Ma poiché questa non è rintracciabile nella vicenda Brexit, resta ferma la necessità della previa autorizzazione del Parlamento.

Londra aspetta il verdetto della Corte Suprema
Lasciamo ad altri approfondire la querelle costituzionale appena delineata. Il Governo britannico ha già annunciato che intende appellarsi alla Corte Suprema, per cui la questione sarà ulteriormente dibattuta. Preme però attirare l’attenzione su un problema interpretativo dell’art. 50 Tue, non controverso davanti all’Alta Corte, ma che potrebbe diventarlo nella successiva fase del giudizio.

Nella sentenza del 3 novembre si dà per pacifico che la notifica di recesso ai sensi dell’art. 50 Tue (i) non possa essere revocata, una volta data, e (ii) non possa essere condizionata a una successiva approvazione parlamentare. Esistono indubbiamente validi motivi per ritenere fondata questa interpretazione. Ma c’è da chiedersi se non sussistano anche argomenti in contrario, specie sul punto della irrevocabilità della notifica.

La questione sembra avere indubbio rilievo ai fini del decidere sul modus procedendidella Brexit. Se la notifica ex art. 50 fosse revocabile o condizionabile, il Governo britannico potrebbe inoltrarla in prima battuta, senza definitivamente pregiudicare la successiva approvazione del Parlamento.

Sull’interpretazione dei Trattati europei, i giudici nazionali di ultima istanza devono rinviare alla Corte di giustizia dell’Unione (art. 267 Tfeu). Così dovrebbe dunque fare la Supreme Court su richiesta di una delle parti o anche di sua iniziativa. Inutile notare che in tal caso i tempi della Brexit potrebbero ulteriormente diluirsi.

Gian Luigi Tosato è Professore Emerito di Diritto dell’Unione Europea, Università “Sapienza” di Roma.

mercoledì 26 ottobre 2016

Un centenario della grande guerra ad Osmosi 2016

Osmosi 2016, ieri la conferenza “Centenario Grande Guerra: un ricordo per la pace”

Al via Osmosi 2016 con un centenario sulla grande guerra. Si è svolta ieri la Conferenza “Centenario Grande Guerra: un ricordo per la pace”. La conferenza, organizzata dall’Associazione apriliana “Un ricordo per la pace”, si è svolta presso il polo CulturAprilia (ex Claudia) , durante il festival della cultura “Osmosi 2016” organizzato dal Comitato Grandi Eventi di Aprilia, in collaborazione con l’assessorato alla Pubblica Istruzione e Cultura del Comune di Aprilia.
L’associazione “Un ricordo per la pace” ha ottenuto la concessione del logo ufficiale del centenario della prima guerra mondiale che accredita l’iniziativa quale progetto rientrante nel Programma ufficiale delle commemorazioni del Centenario della prima Guerra mondiale, a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Struttura di Missione per gli Anniversari di interesse nazionale.
Finalità dell’iniziativa: il ricordo della Grande Guerra e del sacrificio dei soldati italiani al fronte. Durante la conferenza è stato proiettato il video “4 novembre: la grande vittoria italiana”, realizzato da “Un ricordo per la pace”, con alcune foto tratte dall’album “Impressioni di guerra” di Giuseppe Bonacini.
Come relatore è intervenuto il Generale Dott. Prof. Massimo Coltrinari, che è stato straordinario sul tema “1915-1916: dalla passione patriottica all’angoscia”. Elisa Bonacini, presidente dell’Associazione “Un ricordo per la pace”, ha presentato al pubblico l’attività dell’Associazione costituitasi nel 2011, con riferimento all’ultimo progetto in corso di mostra itinerante sulla Grande Guerra.
Ha assistito all’evento l’Assessore alla Cultura di Aprilia, Francesca Barbaliscia.
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Festival della Cultura Aprilia

SI È TENUTA GIOVEDÌ 13 OTTOBRE LA  CONFERENZA  “CENTENARIO GRANDE GUERRA : UN RICORDO PER LA PACE”

 Evento inserito nell'Osmosi2016 – Festival della Cultura - Aprilia


Si è tenuta giovedì 13 ottobre presso polo CulturAprilia (ex Claudia) ad Aprilia la  conferenza “CENTENARIO GRANDE GUERRA: UN RICORDO PER LA PACE”, organizzata dall'Associazione apriliana “Un ricordo per la pace”.
La conferenza rientra nel festival della cultura “OSMOSI2016”  organizzato dal Comitato Grandi Eventi di Aprilia  in collaborazione con l’assessorato alla Pubblica Istruzione e Cultura del Comune di Aprilia , ed ha ottenuto la concessione del  logo ufficiale del centenario della prima guerra mondiale che accredita l’iniziativa quale progetto rientrante nel Programma ufficiale delle commemorazioni del Centenario della prima Guerra mondiale a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Struttura di Missione per gli Anniversari di interesse nazionale.
Finalità dell'iniziativa il ricordo della Grande Guerra e del sacrificio dei soldati italiani al fronte.
È stato proiettato il video “4 novembre : la grande vittoria italiana” realizzato da “Un ricordo per la pace” con alcune foto  tratte dall'album “Impressioni di guerra” di Giuseppe Bonacini,  tra i Volontari Ciclisti Automobilisti  del 1915, agli esordi della Guerra.
Prestigioso relatore il Generale Dott. Prof. Massimo Coltrinari è intervenuto   sul tema “1915-1916 :  dalla passione patriottica all'angoscia”.
Elisa Bonacini, presidente dell'Associazione “Un ricordo per la pace”, ha presentato al pubblico l'attività dell'Associazione costituitasi nel 2011 con riferimento all'ultimo progetto in corso di mostra itinerante sulla Grande Guerra.
Ha assistito all'evento l'Assessore alla Cultura di Aprilia  Francesca Barbaliscia.
Ha destato molto interesse l'esposizione di alcuni reperti storici della prima guerra mondiale, tra cui  alcune  bandiere del Regno d'Italia. gli elmetti  del fante, i berretti degli Alpini ed il cappello storico del Bersaglieri, e le ruote delle biciclette dei Volontari Ciclisti Automobili, materiale storico della famiglia di Elisa Bonacini.





Nota Per Tesi