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Il Corpo Italiano di Liberazione ed Ancona. Il tempo delle oche verdi e del lardo rosso. 1944

Il Corpo Italiano di Liberazione ed Ancona. Il tempo delle oche verdi e del lardo rosso. 1944
Società Editrice Nuova Cultura, Roma 2014, 350 pagine euro 25. Per ordini: ordini@nuovacultora.it. Per informazioni:cervinocause@libero.it oppure cliccare sulla foto

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martedì 22 marzo 2011

ALBANIA 1943
La Divisione "Perugia" ed i suoi tanti interrogativi


Si riceve la seguente lettera
Caro Coltrinari

Non so se è a conoscenza del fatto che a luglio dello scorso anno alcuni sub hanno individuato nella baia di Sarande il relitto della Probitas.
Hanno condotto una esplorazione sulla nave affondata, come è noto, il 25 settembre 1943 a seguito dei ripetuti bombardamenti condotti dagli aerei tedeschi.
Ironia della sorte l’ordine di imbarco prevedeva che ad imbarcarsi per primo doveva essere proprio il II Btg. “Ciclisiti”……
Comunque sono in contatto con i sub che hanno condotto l’esplorazione ed ho anche le foto.
Particolare interessante è che la nave non si trova nel porto bensì in rada. E questo lo sapevamo. Quello che però che non sapevamo (almeno io non lo sapevo) è che la nave ha le ancore praticamente issate. In altri termini mi spiegava il sub, che è un esperto sottufficiale di Marina, la nave non era ferma ma, probabilente, era già in condizione di manovrare e stava manovrando.
Da ricerche condotte risulta che la mattina successiva entra in rada il MAS 516 con nuovi ordini per la “Perugia”. Si ma quali erano gli ordini? Ma gi ordini di portarsi a Porto Palermo non erano già stati recapitati con un aereo? Lei ha notizie più precise in merito?
Lo scorso 7 ottobre sono stato a Kuç per celebrare l’anniversario della fucilazione (con me c’era anche Gustavo Lanza nipote dell’omonimo colonnello comandante il 129°) e poi mi sono spinto fino a Sarande dove ho visitato baia Limione. Li non c’è niente che ricordi l’eccidio di Chiminello e dei suoi ufficiali. Peccato. Solo qualche vecchio pescatore ricorda il massacro dei soldati italiani. Eppure quei luoghi sono rimasti immutati. Avevo con me le due foto scattate dai tedeschi durante la fucilazione di Chiminello e Bernardelli. I luoghi sono perfettamente riconoscibili.


Brutta storia quella della “Perugia”: abbandonata oggi come allora!


Nei suoi libri ha sempre con coraggio sostenuto la tesi dell’abbandono della “Perugia”, in ultimo al convegno “Settembre 1943 - La Tragedia della Divisione Acqui a Cefalonia” dove, parlando della “Perugia”, ha evidenziato che l’argomento è “pericoloso” e può mettere in discussione la carriera o l’interesse di qualche maggiorente, più o meno importante, non esiste ricordo, storia o altro che tenga: l’argomento va evitato, affossato, cancellato”. Potrebbe essere più preciso in merito. In altri termini lei conosce i nomi dei “maggiorenti”?

Spero di poterla risentire presto
Vincenzo Rago

Risposta



Caro Rago,

basta leggere il libro  sulla Divisone "Perugia" e vi è la risposta ai suoi quesiti. Non vi è nulla di nascosto. Se si seguono i processi decisionali si arriva facilmente alla verità. Occorre solamente avere il tempo, la voglia e la paziannza, ma tutto è alla luce del sole.
Inoltre vi è il volume scritto con Giorgio Prinzi "Salvare il Salvabile" che ampiamente tratta l'argomento della crisi armistiziale e che credo sia abbastanza esaustivo, che Le riporto sopra.
Un carissimo saluto. Massimo Coltrinari




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