Quaderni

Quaderni

Il Corpo Italiano di Liberazione ed Ancona. Il tempo delle oche verdi e del lardo rosso. 1944

Il Corpo Italiano di Liberazione ed Ancona. Il tempo delle oche verdi e del lardo rosso. 1944
Società Editrice Nuova Cultura, Roma 2014, 350 pagine euro 25. Per ordini: ordini@nuovacultora.it. Per informazioni:cervinocause@libero.it oppure cliccare sulla foto

Cerca nel blog

venerdì 11 novembre 2011

Le Catacombe

Delle catacombe si era persa memoria finchè nel 1578 nella biblioteca apostolica vaticana fu trovato un documento in cui sono menzionate le catacombe di Priscilla (che era la proprietaria del terreno, non una “Santa”).
In epoca romana (erano diffuse sia l’inumazione che l’incenerazione) si poteva sotterrare nei terreni privati a due condizioni 1) fuori delle mura 2) dichiarare la presenza degli spogli presenti nelle proprie proprietà; di essi esisteva un censimento.
Il termine catacombe nasce nel IX secolo a San Sebastiano. Bisogna sfatare due leggende, o dicerie sfatate proprio dagli archeologi = 1) che fossero tutte collegate tra loro } non lo

2) che fossero rifugio durante persecuzioni }erano affatto
Le persecuzioni principali furono:
1) Decio (250)
2) Valeriano (257-8)
3) Diocleziano (305-6)
4) Giuliano l’Agostata (più ridotta)

Dopo Diocleziano, inventore della tetrarchia, il più grande imperatore per la città di Roma fu Masseurio che nei sei anni disegnò (306-312) risistemo tutte le strade consolari, edificò la Basilica, il circo (che non fu mai usato, lungo 510 metri, con carceri, spine un po trasversale, e obelisco ora a Piazza Navona) ed il Mausoleo dove è sepolto suo figlio morto affogato nel tevere a 14 anni.

Masseurio e Costantino erano cognati ma Costantino si disinteressò a Roma e donò alla chiesa il Laterano ricevuto in dote dalla moglie, stabilendosi a Milano.

Le Catacombe a Roma sono: cristiane > uguali nella struttura si

Ebraiche distinguono dai simboli

Miste le ebraiche hanno il candelabro e l’arca

I Martiri, i Santi, ed i Papi furono sepolti nelle catacombe comunitarie non nelle private (es. ipogeo dei valori è privato, ubicato in V.le Manzoni all’incrocio con Via Labicana).

Esse hanno sepolture di questi tipi = loculo, arcosolio, tomba terranea, camera sepolcrale. Il defunto era avvolto in un lenzuolo e murato.

In esse si celebrava il Refrigerium = cena dei familiari in commemorazione del defunto nell’anniversario del suo “dies natalin” (o della morte? ) Tale uso è derivato dai pagani. I martiri vi furono solo prima di Costantino, dopo no.

Nel IV sec. Papa Damaso incoraggia la visita ai morti e nasce così il culto del pellegrinaggio alle tombe dei santi, dei martiri e dei papi. (A Roma non esistevano ancora le grandi Basiliche). Il pellegrinaggio, partendo dalla tomba di Pietro alla necropoli vaticana, toccava i vari siti di testimonianza secondo gli itinerarti:

1) verso destra attorno a Roma

2) verso sinistra attorno a Roma.

Egli scrive poesie e iscrizioni ancor oggi, giuste, visibili a San Sebastiano, in caratteri bellissimi, accurati chiamati filocaliani dall’esecutore Furio Dionisio Filocalo. Alcune sono state ricostruite grazie alle “sillogi darmasiane” e cioè copie esportate dai pellegrini).

Nelle catacombe abbondano le immagini = esse avevano funzione didattica essendo i cristiani analfabeti. Tra gli episodi rappresentati sono più numerosi quelli del vecchio testamento rispetto a quelli den nuovo testamento probabilmente perché le storie remote avevano più fascino rispetto a quelle contemporanee di cui i protagonisti vivevano ancora o quasi.

Le immagini sono costruite da affreschi, brutti rispetto alla contemporanea pittura pagana che è molto raffinata.

Le figure sono riproporzionate = le mani enormi rispetto al corpo ecc. ecc. .

Le immagini primitive parlavano in modo semplice e comprensibile per gli analfabeti.


SIMBOLI usati: Colomba (=pace); Ancora (= valore soteriologico, cioè di salvezza); (Cristogramma = chi e ro più alfa e omega); pesce (= acrostico); pane; grappolo d’uva; a quello (dapprima simboleggia l’anima poi con l’aggiunta della verga simboleggia Cristo); Buon Pastore (derivato da Ermes); Pavoni (= immortalità dell’anima); la Fenice (resurrezione della carne); Mosè che con la verga tocca l’acqua; Lazzaro che resuscita ecc.; Giona mandato a Ninive per convertire i pagani; Giona naufrago che approda su una spiaggia dopo essere stato vomitato dalla balena; Giona sotto un pergolato; ecc. ecc.

La “Fractio Panis” (= moltiplicazione dei pani) si riconosce dal numero delle ceste di pane raffigurate. Esse sono 7 o 12; se le ceste sono di meno o mancano del tutto allora è una semplice eucarestia e non una moltiplicazione dei pani.

Se abbondano gli affreschi, nelle catacombe mancano invece i mosaici poco adatti a resistere all’usura del tempo in quell’ambiente.

SCULTURE= sono rappresentate dai sarcofagi o monolitici o rabberciati. In questi ultimi si nota grande abilità nel nascondere le giunture ad es. con tronchi e rami di albero. I più antichi sono a forma di vasca poi essi diventano rettangolari. Attrezzi usati per lavorarli = scalpello (= panneggi, manti) e trapano (per capelli)

ISCRIZIONI 40.000 censite a Roma eseguite dai FOSSORI o dai lapicidi; sono in genere in latino, pochissime quelle in greco (1:7)

Alcune volte il morto si fa riconoscere per la sua attività. Es. i fossori (=scavatori di catacombe e di tombe) si fanno rappresentare con i loro attrezzi da lavoro= badile, piccone, filo a piombo. Eseguivano anche le iscrizioni, spesso con errori di ortografia. Es. i bottai, i fornai, pescivendoli ecc.

Le catacombe furono in uso fino al VI o VII secolo ma tra il IX e il X i martiri ed i papi furono traslati nelle chiese.

Le fonti per le notizie sono:

- Acta Martirum = atti dei processi romani a carico dei martiri
La copia di tali processi era conservata al Foro.
- CALENDARIO
- LIBER PONTIFICALIS
- MARTIROLOGI
- SACRAMENTALI
- INDEX OLEORUM = presso la tomba dei martiri ardeva lampada accesa – Teodolinda mandò un messo a Roma a prendere un campione di olio da ogni tomba. Ne abbiamo 28.
I cristiani ci tenevano ad essere sepolti accanto ai martiri quasi che la vicinanza significasse protezione particolare, perciò davano la bustarella ai fossori.

(Da Storia in Laboratorio. 2009)

Nessun commento: