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Il Corpo Italiano di Liberazione ed Ancona. Il tempo delle oche verdi e del lardo rosso. 1944

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giovedì 2 luglio 2015

Ricerca. Albania 1942

Riceviamo questa lettera e, allo scopo di avere altre informazioni e risposte, la pubblichiamo

Gentile Professor Massimo Coltrinari, 

ho avuto notizia dallo storico Dr. Eric Gobetti (conosciuto tramite un programma televisivo su RAISTORIA) di un Suo testo dal titolo
 "La resistenza dei militari italiani in Albania".*

Ho chiesto in biblioteca e ho cercato in Internet ma sembra che non sia facile recuperarlo. Allora, trovando il Suo recapito-mail ho deciso di scriverLe direttamente.

Lo scopo della mia lettera è, appunto, il seguente. Le domando:

 "Scrivendo a Lei potrà essere che io riceva in dono il risultato di una mia pluriennale ricerca (con molti scritti a svariati destinatari, Enti/Associazioni) rimasta purtroppo ad oggi senza esito positivo"! In dettaglio. Il mio carissimo papà Antonio (classe 1902, deceduto a soli 51 anni nel 1953) - che purtroppo non ho potuto conoscere - fu dapprima missionario laico comboniano in sud Sudan, per 7 anni tra il 1926 e il 1932; poi laico coadiutore della Congregazione di Don Orione per altri successivi 13 anni, sino al 1945. A tal ultimo proposito, a far tempo dal febbraio 1942 e sino al 1944 (credo), operò con i religiosi orionini in Albania e più precisamente nella parte nord di quel Paese, a Scutari/Bushat. Da una lettera ottenuta in fotocopia dall'Archivio storico romano della citata Congregazione rilevo il Suo scrivere così: "Scutari, 18-6-1942....oggi ho incominciato i lavori della casa Ceka (si tratta di una grande abitazione appartenuta a una nobile famiglia locale, adattata a sede di ricovero/orfanotrofio; fu anche sede di Rappresentanza diplomatica di Austria e Francia; ndr). E' per me una grande gioia e una grande soddisfazione aver cominciato bene. Ho quì con me più di 30 soldati mandatimi dal Generale che è un buon Piemontese e ne sono felicissimo...". Ed ecco il mio quesito: "Di chi si tratta?". Aggiungo che a latere rispetto alla presenza dei religiosi di Don Orione vi erano laggiù dei militari italiani; papà - in collaborazione con una ditta italiana lì presente (forse la "De Angelis Egidio" di Torino) lavorava a stretto contatto con questi soldati; come è possibile accertare la effettiva presenza e l'attività di quella ditta? ci sono fonti storiche, ad es., presso la Camera di Commercio italo-albanese?); in particolare, Lui guidava un camion che caricava legname di faggio tagliato nei boschi (sia per l'edilizia sia per il riscaldamento) e scavava pozzi. Nessuno mi ha saputo dire dell'identità di quell'Ufficiale, purtroppo".
La ringrazio vivamente per una Sua cortese e - mi auguro - positiva segnalazione.

Chi avesse informazioni o notizie in merito alla richiesta è pregato di scrivere a:

"studentiecultori2009@libero.it


* Il Volume 
"La resistenza dei MIlitari Italiani all'Estero - Albania"
Roma 1999, Rivista Militare, ill. pag. 1496

è reperibile presso la Rivista Militare, Via di San Marco 1, Roma

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