Quaderni

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Il Corpo Italiano di Liberazione ed Ancona. Il tempo delle oche verdi e del lardo rosso. 1944

Il Corpo Italiano di Liberazione ed Ancona. Il tempo delle oche verdi e del lardo rosso. 1944
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lunedì 19 ottobre 2015

19 luglio 1943: Bombardamento di San Lorenzo Roma.

IL  B-25 MITCHELL DI  SANTA  PALOMBA

19 LUGLIO 1943
 Elisa Bonacini

Quel giorno, le forze aeree alleate inviarono in missione sulla capitale 691 velivoli fra bombardieri e caccia di scorta:
150 B-17, 124 B-24, 144 B-25, 105 B-26 e 168 P-38 decollarono dalle  basi libiche e tunisine.
Appartenevano ai   Bomb Groups 2nd, 97th, 99th, 301st, 98th, 376th, 44th, 93rd, 389th (bombardieri pesanti), 310th, 321st, 17th, 319th, 320th (bombardieri medi) e dei Fighter Groups 1st, 14th, 82nd.
Fra le 11:03 e le 14:00, vennero attaccati gli scali ferroviari di San Lorenzo, del Littorio, gli aeroporti di Ciampino.
Come sappiamo,  furono colpite duramente aree residenziali dei quartieri Tiburtino, San Giovanni, San Lorenzo; molti edifici storici di immenso valore artistico vennero demoliti e furono provocate oltre 700 vittime civili e 1600 feriti.

La reazione della Regia Aeronautica e della Luftwaffe fu scoordinata e la guida caccia da terra, colta di sorpresa e soverchiata dalle gigantesche formazioni aeree alleate, non riuscì ad organizzare una difesa aerea efficace.

Da Ciampino Sud, Cerveteri, Palidoro, Capodichino, Littoria  si alzarono in volo Re 2001, MC 202, MC 205, D. 520 appartenenti a vari reparti che impegnano le formazioni di bombardieri e caccia nemici, rivendicando in tutto sette vittorie aeree ( 4 B-17, 1 B-25, 2 P-38) al prezzo di 1  Re 2001 e di 3 MC 202.
Gli aviatori italiani abbattuti quel giorno furono il ten. Pil. Bruno Serotini su Re 2001, 303a Sqadriglia/ 167° Gruppo Autonomo C.T.,  ed il ten. Luigi Scarrone, 3° Stormo C.T.
Il  cap. pil. Edmondo Massi, 303a Sqadriglia, rimase ucciso quando il suo “Folgore” si scontrò con un velivolo tedesco parcheggiato sulla pista di Ciampino mentre tentava un secondo decollo, dopo aver fatto rifornimento di carburante e munizioni; il cap. pil. Vincenzo Sant'Andrea atterrò in emergenza a Ciampino con il suo MC 202 danneggiato ed ebbe il tempo di nascondersi in una buca prima che il suo aereo venisse demolito dall'esplosione di una bomba.
Al ten. Pil. Bruno Serotini venne attribuito l'abbattimento di un B-25 che si schiantò al suolo nei pressi di un ponticello a breve distanza da Santa Palomba.
Il suo Re 2001 si fracassò al suolo nei dintorni di Marino.

L'ULTIMO  VOLO DEL B-25C s/n 41-13211

Consultando il  MACR 248 ed attingendo al Mission Report del 321st Bomb Group, ricostruiamo la missione del reparto su Ciampino e gli ultimi istanti del B-25 s/n 41-13211.
72 B-25 Mitchell decollarono entro le 10:20 dalla pista di Souk el Arba e alle 13:03, da quote comprese fra 8500 e 10500 piedi, sganciarono 428 bombe da 500 libbre GP sul complesso aeroportuale di Ciampino Nord e Sud.
Le bombe colpirono l'area del bersaglio a partire dal tracciato ferroviario a Sud-Ovest e colpi a segno vennero osservati su edifici di servizio, hangar, piazzole di decentramento, raccordi.
Tre velivoli vennero danneggiati.
 10/12 Caccia nemici, identificati per Me 109, MC 202 e Re 2001, effettuarono due passaggi sulla formazione mentre lasciava l'area del bersaglio, uno frontale ed uno alle spalle.
Un Re 2001 venne abbattuto dai P-38 della scorta e 2 aerei nemici furono visti collidere in volo.
La reazione contraerei fu efficace, pesante e precisa su  Ciampino e su  Pratica di Mare:
Un B-25 del 445th BS fu abbattuto e diversi altri Mitchell vennero danneggiati e rientrarono alla base con feriti e morti a bordo.

L'equipaggio del bimotore abbattuto era così composto:
Pilot: 2nd Lt. McLaughlin, Guy J. jr.
Co-pilot: 2nd Lt. Neck, John S.
Bombardier: S/Sgt. Springer, Richard L.
Engineer: S/Sgt. Conners, Howard J.
Radio-operator: T/Sgt. Gregory, John N.
Gunner: S/Sgt. Binkowski, Stephen J.

Il velivolo fu visto precipitare 5 miglia a SO di Ciampino, fra l'obiettivo e la costa.

Il S/Sgt.Littleton, Willie W., mitragliere a bordo di un altro B-25 (il s/n 41-13211 volava in posizione # 3 nel primo box della formazione, Littleton in posizione  #2 nel secondo box), vide “il motore  destro esplodere e la semiala destra staccarsi”.
A quel punto l'aereo “rollò, si capovolse e cominciò a precipitare verso terra; lo seguii con lo sguardo fino a quando si schiantò in una forra.
Notai un paracadute semiaperto, probabilmente scaraventato fuori dal relitto dall'esplosione”.
Il S/Sgt. Nillo R. Arvo, mitragliere dorsale a bordo del B-25 che volava di fianco al s/n 41-13211, vide “il motore destro esplodere e l'aereo capovolgersi e puntare verso terra; il motore si staccò di netto e la semiala, tranciata dall'esplosione, mancò di un soffio la mia torretta.
Notai anche il canotto di salvataggio flottare a mezz'aria.
Non seguii l'aereo nella caduta a causa di due due MC 202  che effettuarono un passaggio sulla nostra formazione.
Vidi però una colonna di fumo nerastro alzarsi dal punto in cui il B-25 si era schiantato al suolo”.

Tutti gli aviatori  a bordo del B-25 s/n 41-13211 rimasero uccisi.
Il Mitchell, come detto si schiantò al suolo nei pressi di Santa Palomba, “vicino ad un ponticello”.

Nel suo recente “Italy primary target” (IBN Aviolibri, Roma), Nicola Malizia attribuisce l'abbattimento del Mitchell al ten. Pil. Bruno Serotini mentre la documentazione ufficiale statunitense sostiene che il B-25 fu centrato da un preciso colpo di artiglierie contraerei.

LA RICERCA:

Mr. Pat Scannon, ricercatore statunitense, è stato recentemente contattato da alcuni famigliari di uno degli aviatori periti nella caduta del bombardiere e si è rivolto al gruppo Air Crash Po con l'obiettivo di individuare esattamente dove il B-25 si schiantò al suolo.


In allegato, la cartina indicante il punto approssimato di caduta del velivolo, tratta dal MACR 248.

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